Ticino/Zurigo : Abolizione degli aiuti agli asilanti, perché no ?

Il Cantone di Zurigo, mette in luce un aspetto molto serio. Come alcune associazioni si prendano più cura di stranieri che non di cittadini Svizzeri caduti in disgrazia, ma che sino a poco prima hanno contribuito solidamente al benessere del nostro paese.

La soglia della povertà in Svizzera, sopratutto nei cantoni di frontiera, si fa sempre più presente e il malcontento aumenta e i riferimenti vengono meno.

Da qui nascono delle riflessioni, che non devono essere usate per tacciare me o chi come me si prende del tempo per ragionare su questi argomenti, di razzismo o di intolleranza, ma sono dei pensieri che indistintamente dal cantone dove uno svizzero viva, almeno una volta al ci ha pensato e forse ne ha parlato.

Il ragionamento parte da molto lontano al punto che mi rifaccio a circa 20/30 anni fa, modestamente ritengo, che all’incirca da li la nostra patria e addirittura l’intero occidente é entrato in guerra senza accorgersene. Una guerra silente che agli occhi dei normali cittadini che vivevano la loro vita nella normalità quotidiana non veniva percepita, ma oggi si tutto cambia rapidamente e i primi tangibili segnali arrivano a tutti. Siamo stati negli anni invasi da un esercito di umani provenienti da ogni parte del mondo, chi scappava da conflitti, chi per ragioni economiche, chi religiose, ecc… . Li abbiamo accolti tutti senza distinzione, assecondando il volere di chi ci ha convinto che l’apertura era la miglior via da percorrere e così, pian piano ci siamo ritrovati a vivere in un contesto multietnco, ma ora ne vediamo e subbiamo gli effetti.

Parlando del Cantone Ticino, si riscontra che negli ultimi 2 anni vi é stata una vera e propria impennata di richiesta di naturalizzazioni, di persone che si dicono integrate.

Sinceramente io ritengo che non lo siano e non lo saranno mai, poiché l’essere integrato non significa sapere le leggi svizzere, non commettere reati, parlare la nostra lingua, pagare le tasse, o essere un cittadino modello, questo é un comportamento educato e non certifica per forza l’integrazione di una persona. Essere integrato significa, oltre ad essere una cittadino rispettoso, entrare in sintonia, amalgamarsi con il tessuto umano e con le credenze e usanze della popolazione che ha accolto e per anni ospitato queste persone, a loro abbiamo dato la possibilità di lavorare, di aprire delle attività indipendenti e quant’altro.

Il risultato ora che cosa é ? Abbiamo un tasso di disoccupazione preoccupante, le casse comunali tremano in quanto il numero delle persone in assistenza cresce di giorno in giorno (visto che grazie alla legge Ladi dalla disoccupazione le persone vengono sbattute in assistenza dopo due anni). Gli stranieri naturalizzati hanno preso i posti di lavoro dei ticinesi, soprattutto nel settore terziario, negli uffici cantonali ove si sostengono e acquisiscono potere tra connazionali di medesima origine, a discapito dei ticinesi. Gli svizzeri naturalizzati che hanno istituito una piccola, media o grande impresa indipendente, nella maggior parte dei casi come collaboratori o manodopera chi fanno lavorare ? I ticinesi disoccupati ?

NO, i loro ex connazinali, se questi non sono già in Svizzera si preoccupano di farli arrivare dai loro paesi d’origine. E questa é l’integrazione !

Ci siamo messi in casa gente che malgrado la loro dichiarata integrazione, non lo sono e non lo saranno mai.

Forse sarebbe ora che anche in Ticino iniziassimo a tagliare sugli aiuti ai migranti e agli stranieri, favorendo nel mondo del lavoro i ticinesi e riversando i risparmi derivanti da questi tagli, nel settore della socialità ove dei cittadini ticinesi sono obbligati a vivere sotto la soglia della povertà, senza più nessuna speranza di un reinserimento nel mondo del lavoro. Abbiamo delle persone, maggiorenni, obbligate a restare a vivere con i genitori e dall’assistenza sociale ricevono 600.- franchi al mese, altri sono obbligati a trovare un appartamento ove l’affitto non costi di più di 1’200.- franchi al mese poiché di più non gli vengono riconosciuti, fosse facile al giorno d’oggi, copie costrette a vivere con 1’300.- franchi a testa al mese da cui va dedotto l’affitto e le spese ordinarie.

Ecco questa é una faccia della medaglia, l’altra é peggiore, in quanto con questa accolgienza indiscriminata, con tutta probabilità abbiamo aperto le porte all’esercito del terrore. Persone senza scrupoli con credenze religiose fondamentailste in maggiornaza di matrice islamica, che ci considerano dei cani infedeli e quindi da eliminare. La mia opinione é che non trascorrà ancora molto tempo che anche in Svizzera saremo confrontati con l’ombra pesante del terrorismo.

Quindi io direi, accogliere si ma in maniera più mirata e meno lasciva, introduzione di nuove leggi che obblighino chi ricchiede la cittadinanza Svizzera a rinunciare alla loro cittadinanza di origine (vedi Austria) e a far pagare almeno 10’000,. franchi la procedura di naturalizzazione, poiché diventare svizzeri significa sposare una patria, gesto senza prezzo. Da ultimo prendiamo l’iniziativa di Zurigo ed estendiamola a tutti i cantoni usando il denaro risparmiato per aiutare i nosti concittadini.

Per quanto riguarda l’integrazione dei migranti e il loro impiego nel mondo del lavoro, basterebbe limitare a grandi aziende l’impiego di personale frontaliero.

Lascio a voi fare altre considerazioni…

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