CANTONE : Sono 290 le infrazioni riscontrate su 300 cantieri controllati.

Cantone : LIA sono 24 i casi nell’ultimo anno a dover essere imposto il fermo immediato dei lavori.

LIA o albo degli artigiani, ecco che dalla sua entrata in vigore                   1 febbraio 2016, ha evidenziato un quantitativo di contesti lavorativi più del doppio di quanto ci si aspettava.

Il consistente numero d’imprese, precisa la Commissione di vigilanza LIA in una nota, ha sembra permesso alle Commissioni Paritetiche di svolgere dei controlli più dettagliati e mirati, con verifiche dei contratti collettivi di lavoro in vigore, controlli atti al miglioramento della situazione nel largo spettro dell’artigianato, e soprattutto nel settore edile.

Da ottobre 2016 sono stati oggetto di verifica 300 cantieri, nei quali 290 hanno presentato delle infrazioni, la maggior parte di tipo penale, mentre in 24 casi, vista la consistente gravità, si è proceduto a fermare immediatamente i lavori. Misura confermata nella sua legittimità in alcune sentenze del Tribunale Amministrativo Cantonale (TRAM).

Le ispezioni si sono verificate in tutto il cantone, in misure diverse, di cui il 57% nel sottoceneri, mentre altri interventi sono stati svolti a campione dagli ispettori LIA. Vi è pure una consistente fetta di controlli eseguiti grazie a segnalazioni di privati.

Una domanda però sorge spontanea, tutti questi controlli sottolineano una grande indisciplinatezza nel settore edile, ma gli ispettori LIA si occupano di tutte quelle piccole ditte solitamente gestite da stranieri che assoldano personale anch’esso straniero su chiamata. Pensiamo specialmente a ditte di giardinaggio, ove sembra che siano unicamente i ticinesi a pagarne le conseguenze, poiché rileviamo che queste realtà ticinesi sono bacchettate, mentre le altre gestite da stranieri non vengono toccate o meno.

Chissà se la Commissione LIA ha una spiegazione anche per questo ?

 

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