LOSONE : Per la Lega dei Ticinesi uno STOP alle naturalizzazioni ad oltranza.

Losone : In consiglio comunale La Lega dei Ticinesi si oppone alla svendita della patria.

Serata quasi tranquilla quella di consiglio comunale svoltasi a Losone questa sera, sino a quando non si é parlato di richieste di attinenza comunale. A quel punto la sulla sala é calato il silenzio ed in una decisa arringa il consigliere comunale Guidetti Orlando della Lega dei Ticinesi di Losone ha sciolto la sua riserva, come portavoce del movimento leghisa.

Non le ha di certo mandate a dire Guidetti, senza mezzi termini ha tenuto banco con un discorso chiaro e netto motivandone ogni sua sfaccettatura, di cui ne pubblichiamo di seguito il contenuto :

” Tengo a mettere in risalto che la presa di posizione, di noi rappresentanti della Lega dei Ticinesi, non ha a che vedere con ideologie legate al razzismo o altri insinuabili o presumibili filosofie sull’intolleranza religiosa o colturale.

Sottolineo che questa nostra scelta per lo scioglimento della riserva è e sarà la medesima per la presente richiesta in oggetto e per quelle che seguiranno salvo casi ritenuti particolarmente diversi nella loro fattispecie.

La nostra intenzione in primo luogo è dettata dalla voglia di voler portare l’attenzione su dei punti che riteniamo molto importanti, quando noi cittadini eletti ci troviamo a dover prendere delle decisioni che nell’immediato futuro segneranno il corso della vita di chi fiduciosamente si è affidato a noi con un semplice gesto di voto. Sono sicuro, e lo voglio esserlo, che questi elettori ci abbiano voluto dare fiducia perché sono certi che noi faremo sempre il meglio per loro.

Quindi a tal riguardo ci sentiamo di poter dire, anche se già so che queste nostre parole non potranno cambiare il mondo, ma so che potrebbero servire a far riflettere quelle persone che dentro di loro vorrebbero condividere quanto sto dicendo, ma che per timore di esporsi o altro tacciono.

Siamo un importante comune e siamo un importante consiglio comunale, quindi un nostro piccolo gesto fatto una nostra parola detta potrebbe avere l’effetto della pietra lanciata nello specchio d’acqua.

pertanto riteniamo che l’esporre il nostro sdegno riferito a questa corsa alla naturalizzazione sia cosa giusta.

Se non siamo in grado di porre fine alle differenze, alla fine non possiamo fare altro che rendere il mondo più sicuro e per fare questo, si deve iniziare salvaguardando i principali scopi che possono garantire la dignità e la giusta qualità di vita che un cittadino svizzero merita.

Questo lo si può ottenere solo limitando questa scellerata svendita di passaporti svizzeri a persone che, non hanno di certo uno spirito patriottico, ma unicamente un interesse economico.

Queste persone che fanno richiesta di naturalizzazione potrebbero tranquillamente rimanere in Svizzera con un permesso “C”, senza il bisogno di chiedere la cittadinanza svizzera, prova ne è del fatto che quando sono convocati in Commissione della Legislazione e gli viene chiesto se sarebbero disposti ad abbandonare il passaporto della nazionalità d’origine per assumere unicamente quella Svizzera il 99.9% di loro, ci rispondono di no.

La risposta più gettonata, alla domanda perché vuole diventare cittadino Svizzero è: Perché ne ho diritto, oppure, io sono integrato. Ma non sanno definire il termine integrato.

Ora ci rendiamo conto chi ci mettiamo in casa?

E chi diamo la possibilità di diventare nostro fratello e connazionale?

Poi ci chiediamo, ad esempio, come mai aumentano i ticinesi iscritti agli uffici cantonali di collocamento e di riflesso in assistenza!

Ci chiediamo come mai la maggior parte dei posti di lavoro nel settore terziario sono occupati da naturalizzati, che si coalizzano ed acquistano potere a discapito dei ticinesi.

Guardiamo nell’amministrazione cantonale, quanti naturalizzati occupano posizioni di rilievo, in uffici cardine per lo scheletro cantonale.

Queste persone comandano e prendono decisioni importanti che segnano indelebilmente la vita degli originari ticinesi e svizzeri.

Si può dire ciò che si vuole, ma queste persone dobbiamo renderci conto che non hanno la nostra mentalità e i nostri principi.

Vedi gli esempi lampanti di ciò che accade nel glorioso esercito svizzero, militari in tuta d’assalto in servizio   che sventolano la bandiera croata o serba, poi si va a vedere e magari questi signori lavorano in banca o comunque in altri uffici di una certa importanza.

Ecco questi sono i patrioti il futuro della Svizzera!

La Germania e l’Austria ci insegna che chi chiede la cittadinanza in questi due paesi deve rinunciare alla propria nazionalità di origine.

Adesso ci troviamo ancora a dover incontrare questi presunti patrioti svizzeri, che grazie ai nostri connazionali spalancatori di frontiere, corrono per l’ottenimento della cittadinanza svizzera prima dell’entrata in vigore della legge ‘Per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati’ che entrerà in vigore nel 2018, altro motivo per il quale questi stranieri vogliono diventare svizzeri.

Esiste pure un altro importante spunto su cui riflettere, da oggi prima di approvare le domande che ci giungono per la richiesta di attinenza comunale.

Pensiamo ai foreign fighters islamici, quasi la totalità di loro sono persone naturalizzate anche di seconda o terza generazione, persone che sono state accolte in Belgio, Svizzera, Germania, Francia, ecc… gli è stata concessa loro la nazionalità del paese che li ospita, poiché hanno superato tutti gli esami e loro questi insospettabili patrioti si sono rivelati essere dei pericolosissimi terroristi, e noi siamo certi che vogliamo continuare ad accoglierli e concederli l’attinenza comunale?

Bene alla luce dei fatti che vi ho appena elencato, e in relazione a molti altri che non ho citato, poiché non basterebbe una serata io e i miei colleghi di gruppo della Lega dei Ticinesi non siamo più d’accordo di avallare queste richieste di attinenza comunale.

Secondo il nostro parere si deve cambiare qualcosa e siamo convinti che è giunta l’ora di lanciare un segnale ai nostri politici cantonali che a loro volta dovranno per forza di cose fare lo stesso gesto verso i rappresentanti politici federali.

Per questi motivi, per la richiesta di attinenza comunale in oggetto e per le future vi invitiamo a valutare con più attenzione soppesando maggiormente il vostro voto.  Inoltre e vi invitiamo a respingere la e le richieste di attinenza comunale in oggetto in quanto non ci forniscono solide e comprovabili motivazioni,  poiché non ci è possibile quantificare il reale livello di integrazione  e non siamo in grado di accertare le reali motivazioni per la richiesta di attinenza comunale,  in queste richieste non vediamo scopi patriottici nei confronti della nostra amata Patria Svizzera,  ma bensì unicamente probabili interessi tutt’altro che mossi da reali sentimenti di attaccamento al nostro paese e alla nostra cultura.”

Al termine unicamente due rappresentanti della sinistra si sono indignati nei confronti di quanto dichiarato da Guidetti, commentando in modo scevro la qualità di quanto detto e insinuando che durante i colloqui per le richieste di attinenza i “malcapitati” siano messi sotto presione.

La risposta leghista é stata molto pacata, dimostrando scarsa considerazione per la sortita degli oppositori.

Subito dopo si é visto il Sindaco Bianda Corrado disquisire, ancora una volta, su una interpellanza fatta dai leghisti Duca Beatrice e Guidetti Orlando. Il sindaco ha subito precisato che i toni dell’interpellanza erano ritenuti troppo forti e addirittura offensivi per il municipio, ma che comunque riteneva giusto rispondere alle accuse mosse di due leghisti.

Bianda ha detto e ribadito che il municipio sta valutando diversi progetti per quanto attiene il comparto ex caserma e piano d’Arbigo, ha fatto eseguire degli studi e ritiene che anche il parco artistico sia una soluzione, anche se a suo dire più dispendiosa di quanto era stato affermato dagli interpellanti, e comunque di non temere che il municipio informerà l’esecutivo a tempo debito.

In diretta risposta a quanto affermato dal sindaco Duca ha tenuto a precisare che lei e il suo collega chiedevano unicamente che il municipio coinvolgesse di più nella valutazione i vari gruppi politici e che il municipio non ha mai smentito quello che a suo tempo era apperso sulla stampa in relazione all’inizio dei lavori del velodromo. Subito a seguire Guidetti ha precisato che ben lungi era l’intenzione di offendere il municipio, ma certi toni in quel momento dovevano essere usati, inoltre il municipio non smentendo le notiie apparese sulla stampa ha creato scompiglio tra la popolazione e tra i politici direttamente legati alla vicenda, e che forse in futuro sarebbe buona cosa se le informazioni fossero date dal municipio o almeno smentite quando non sono veritiere.

Dal canto suo Bianda ha ammesso che la verità sta nel mezzo, quindi colpa suddivisa 50% – 50% !

 

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter