LOSONE: Ecco cominciano a spuntare le verità scomode legate al ex centro richiedenti asilo.

Dopo il nostro articolo (vedi articolo suggerito) del 5 novembre, oggi il portale tio.ch (vedi link), svela un’altra pagina legata al ex centro richiedenti asilo che trovava spazio presso la ex Caserma San Giorgio di Losone. Infatti come da noi anticipato, l’esperienza, definita “tutto sommato positiva”, dal sindaco di Losone, risulta essere tutt’altro che tale, anzi sembra che si sia sempre cercato di nascondere e non dire, non far sapere, cosa realmente sono stati i problemi, sia all’interno che all’esterno del centro. Insomma un gioco pericoloso, volto a far tacere chi mettendoci anche la faccia diceva la verità e cercava di far conoscere o affrontare i problemi, per vendere il solito fumo del tutto va bene è tutto positivo e bello!

In questo momento se il Signor Gigi Piantoni facesse parte del gruppo che definiva, “tutto sommato positivo”, esclamerebbe di certo “imbaraz tremend imbaraz”. I richiedenti asilo << erano spesso ubbriachi e facevano uso di sostanze stupefacenti, anche nei loro dormitori, spesso si comportavano in maniera violenta e provocatoria, nei confronti del personale addetto alla sicurezza >>, personale a cui va tutta la nostra solidarietà e comprensione. Quindi possiamo ben affermare che richiedenti asilo sotto l’influsso di sostanze stupefacenti e in stato alterato dai fumi dell’alcool si muovevano liberamente indisturbati per il paese di Losone e comuni viciniori, possiamo dedurre ed affermare allora che se non sono successi fatti di una certa gravità è stata solo fortuna e sentimento di sopportazione e accoglienza da parte dei cittadini, obbligati ad accettare questo stato di cose.

In questi mesi si parla molto di ditte di sicurezza, anche a causa dello scandalo Argo1. Ma contrariamente a quanto ci si aspettava anche un’agenzia come Securitas nello svolgere servizio presso i centri richiedenti asilo si è trovata a dover fare i conti con degli eventi che hanno certamente messo sotto pressione il personale, obbligando stranamente ad eseguire dei licenziamenti, di cui si sta interessando il sindacato Unia.

Allora adesso che le pagine, di tristi storie si stanno aprendo mettendo l’attenzione su ciò sinora celato, il Municipio vuole ancora spalancare le porte della Caserma San Giorgio alla Segreteria di Stato della Migrazione (SEM)?

O come dichiarato oggi sul quotidiano il Corriere del Ticino aspetta una risposta dal Dipartimento del Territorio (DI) per l’eventuale insediamento del Museo Cantonale di storia naturale?

Ma per piacere visto a quanto ci è dato sapere, museo o no, la soluzione semplice e valida ci sarebbe sul tavolo, è da mesi ce si parla di parco artistico promosso da un gruppo denominato Prò Art Park Losone (vedi articolo suggerito), ma il Municipio fa orecchio da mercante.

Se un Comune come Losone è al punto di dover trattare con la SEM per riaprire il centro richiedenti asilo, sapendo che la volontà della popolazione non era già stata rispettata tre anni fa, significa in sostanza che il Municipio non è in grado di trovare un’alternativa valida per il comparto della Caserma San Giorgio! Se fosse realmente così sarebbe penoso, tenendo conto del territorio a vocazione turistica, il non essere in grado di proporre e realizzare qualcosa che vada in questa direzione sarebbe una mancanza di considerazione verso i cttadini.

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