CANTONE : Salario minimo, non solo la sinistra é contraria, gioco al ribasso rischioso per i cittadini ticinesi

Cantone : Partito Socialista, Comunisti e Montagna Viva si esprimono contro la proposta del Consiglio di Stato, sui salari minimi.

Cristian Vitta direttore del Dipartimeno delle Finanze e dell’Economia (DFE), presenta la nuova legge sul salario minimo, ove subito balza all’occhio la tariffa oraria meno di venti franchi all’ora. Decisa la critica che arriva soprattutto dai partiti di sinistra, con una salario così si favorisce solamente il lavoratore frontaliere, poiché per i ticinesi o residenti, un salario così non permetterebbe di vivere in Ticino.

In Ticino il costo della vita non é dei più a buon mercato,  infatti la soluzione del salario minimo dovrebbe essere calcolata in linea con il costo della vita, un minimo di certo dovrebbe almeno essere fissato a 4’500.-/mensili. Visto che però bisogna slavaguardare il lavoro in Ticino, a favore dei domiciliati, vanno dunque imposte delle regole iderogabili.

Un esempio potrebbe essere salario minimo fissato a 4’500.- mensili, ne hanno però diritto unicamente i lavoratori domiciliati in Ticino, tutti gi altri il salario dovrà essere fissato ad un massimo di 1’500.- mensili, in base al costo della vita ove sono domiciliati i lavoratori frontalieri o non domiciliati in Svizzera. Di riflesso per non favorire i datori di lavoro che in questo caso per risparmiare assumerebbero solo personale frontaliero, deve esservi la clausula che in ogni caso il datore di lavoro elargirà uno stipendio di 4’500.- franchi mensili, nel caso del lavoratore domiciliato sarà la sua base di stipendio, mentre per il lavoratore non domiciliato il suo stipendio sarà di 1’500.- franchi mensili e la differenza di 3’000.- franchi mensili  i datori di lavoro la dovranno versare allo Stato che di riflesso reinvestirà questi soldi a favore delle persone senza occupazione, siano loro iscritte alla cassa di disoccupazione o in assistenza. Creando nuove possibilità d’impiego e favorendo corsi di formazione o di riqualifica professionale.

In questo modo si risolverebbe il problema del salario minimo e in parte il problema di prima i nostri, poiché a questo punto il datore di lavoro non avrebbe più vantaggi ad assumere personale non domiciliato. Anche perché questo sistema sarebbe applicato anche ai dipendenti con contratto a ore.

La nuova legge non piace ai Verdi che minacciano referendum.

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