LOSONE: Si riparte da -1. Sfumato il sogno del museo, ora é il momento di scoprire le carte.

Losone: Si parte da -1, sfumato il sogno del Museo di Storia Naturale, adesso visto il tempo perso nell’attesa, ora che si fa? Il Progetto velodromo sembra ormai arenato, il palazzetto del ghiaccio forse se ridimensionato potrebbe entrare in considerazione o il famoso Art Park (parco artistico), che a quanto sembra è se non l’unico, il più adatto progetto che si addica ad un sedime come quello di Arbigo ex Caserma, progetto che si sposerebbe pure con la pista di ghiaccio. Oppure verrà riaperto il centro richiedenti asilo come ardentemente proposto dal gruppo di destra.

 

Certo che di carne al fuoco ce ne sarebbe, ma tra gli ostruzionismi passivi e le sortite anti interesse pubblico, ce né da scrivere la trama di un giallo tutto in salsa Losonese.

Infatti ci siamo dedicati ultimamente ad ascoltare le voci che circolano nelle strette vie delle contrade Losonesi, vie ormai battute dal gelo invernale, tanto fredde da condurci nei punti di ritrovo degli abitanti di Losone, ed ecco di cosa si parla, “Ormai il museo lé nai e adess a vedom se l’opinion di paesan la cunta”. C’è chi teme la riapertura del centro richiedenti asilo, perché si dice che tale proposta sia spinta dal partito UDC di Losone, tant’è vero che nell’ultimo Consiglio Comunale la Capogruppo UDC ha ribadito il concetto di non perdere tempo con altri progetti invitando l’esecutivo ad attivarsi per favorire la riapertura del centro richiedenti asilo. Bhe che dire sembra proprio che a Losone esista un UDC tutto suo, ove il tanto decantato “Prima i nostri” sia lasciato al resto dei comuni ticinesi.

Di sicuro vedere schierato l’UDC a sinistra ci lascia senza parole, come lascia senza parole i cittadini che hanno sempre sino ad oggi sostenuto questo tipo di area politica. Forse qualcuno sarebbe ora che 4 conti in tasca se li faccia prima di aprire bocca a vanvera.

Dulcis in fundo nel Consiglio Comunale dell’11 dicembre scorso si è pure dovuto votare a favore i contro i licenziamenti delle donne delle pulizie impiegate dal comune alle scuole e palestre, e guarda caso anche qui l’UDC non si è schierato a favore delle lavoratrici ticinesi e domiciliate, ma il gruppo si è astenuto senza prendere posizione! Che dire “Prima i Nostri”

Quindi a Losone sulle barricate di destra rimane di fatto la Lega dei Ticinesi, che hanno nuovamente dimostrato che dalla loro posizione non si smuovono, sempre e comunque a favore dei cittadini, anzi sembra siano decisi a spingere sull’acceleratore, infatti con un’interpellanza verbale hanno piazzato un altro colpo. I Leghisti hanno rimarcato la lacuna nell’operato del Municipio come ente di controllo sulle aziende, in riferimento all’iscrizione all’albo degli artigiani legge LIA. Infatti i leghisti hanno indicato l’irregolarità presso la Società Energie Rinnovabili Losonesi (ERL) la quale impiega per la pulizia dei camini una ditta di Losone che non si è mai iscritta alla LIA.

Il Municipio di Losone, come autorità di controllo, avrebbe dovuto segnalare l’irregolarità alla commissione di vigilanza LIA onde intervenire. Il Municipio oltre a non aver agito per quanto gli concerne, si è pure detto inconsapevole del fatto, cosa impossibile da credere in quanto nella società in oggetto nel consiglio di amministrazione troviamo come presidente un ex municipale e vice presidente un municipale guarda caso UDC e imprenditore. Ma qualcuno cerca la via di uscita appellandosi al fatto che la LIA abbia ancora vita corta, ma al momento è ancora in vigore e come è stata utilizzata per fermare le attività di molti altri artigiani Ticinesi, ora si deve intervenire nei confronti di chi è tutt’oggi fuori posto, sanzionando anche chi non ha fatto il proprio dovere.

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