LOSONE: Una raccolta di firme online promossa dal Guastafeste, per rimuovere Andrea Vosti dall’incarico di inviato RSI per gli USA.

Losone : Lanciata una petizione online da Giorgio Ghiringhelli de il Guastafeste, per chiedere la rimozione dall’incarico Andrea Vosti, corrispondente dagli USA per la TV RSI , in una lunga nota il Ghiro spiega i motivi per i quali l’inviato dovrebbe essere rimosso.

Il Guastafeste ha deciso di lanciare una petizione online , rivolta al direttore della RSI Maurizio Canetta, per chiedere di rimuovere il giornalista Andrea Vosti dall’incarico di corrispondente della TV RSI dagli Stati Uniti. Le motivazioni le potrete leggere nel testo della petizione qui sotto riportato, ma in sintesi si potrebbe dire che Vosti è smaccatamente fazioso ogni volta che parla del presidente Donald Trump, e ciò non è tollerabile per una TV che ha un mandato di servizio pubblico e che sta in piedi con il canone pagato obbligatoriamente da tutti gli abitanti della Svizzera, anche da coloro che non hanno preconcetti verso Trump e desiderano solo essere informati in modo oggettivo su ciò che il presidente americano fa o non fa.

La petizione è riservata solo alle persone che pagano il canone della TV-Svizzera (SSR). Chi desidera sottoscrivere la petizione, e magari anche lasciare un commento (espresso però in termini civili , per favore !) , può collegarsi alla stessa cliccando sul seguente indirizzo

STOP ANDREA VOSTI

A onor del vero va detto che la faziosità, quando si parla di Donald Trump, è di casa in buona parte della stampa europea e pure alla SSR nonché alla radio e alla televisione della RSI , dove in pratica si rimprovera al presidente repubblicano di non essere “politicamente corretto” e di fare ( o di cercare di fare) quelle cose che Trump aveva promesso di fare in caso di elezione. I giornalisti di sinistra, che sono la stragrande maggioranza in Europa, in Svizzera e in Ticino, rimproverano insomma a Trump di non fare quelle cose di sinistra che avrebbero voluto che facesse coloro che non l’hanno votato e che hanno perso le elezioni , e gli stessi giornalisti cercano di screditarlo e di ridicolizzarlo agli occhi dell’opinione pubblica per la sua grave colpa di essere stato scelto dagli americani al posto della loro beniamina Hillary Clinton, la prediletta di Obama.
Esageriamo ? Per esemplificare pubblichiamo uno stralcio dell’editoriale pubblicato sul Giornale del Popolo dell’11 novembre 2016 (tre giorni dopo l’elezione di Trump) dall’ex- direttore Claudio Mésoniat , il quale, pur non essendo un “fan” di Donald Trump (da lui definito “un personaggio indecente”) ha avuto l’onestà intellettuale di riconoscere in quel frangente la faziosità della RSI e pure quella dei suoi ospiti “palesemente schierati” ( e chi li aveva selezionati ? e in base a quali criteri ?) . Ecco cosa aveva scritto :
“ (…) A poche ore dal voto americano l’inviata RSI, nel commento al radiogiornale, ha esordito, testualmente, con un lapidario “E’ stata un’occasione persa”. Per dirla senza filtri è indubbio che la RSI abbia perso, in questo caso, un’occasione d’oro per mostrarsi all’altezza del proprio mandato di servizio pubblico (anche in TV, la notte elettorale è stata commentata in studio da ospiti palesemente schierati, e di ora in ora vieppiù immusoniti per la “sconfitta”). Durante l’ultimo mese purtroppo la nostra emittente – e l’osservazione si può estendere alla SSR romanda – ha dato l’impressione di sbandare troppo spesso verso un giornalismo di militanza. Nessuno chiedeva ai colleghi di palesare simpatia per l’indecente personaggio Trump, beninteso, e tantomeno di giustificarne le sparate bislacche e sconvenienti. Ma di aiutarci a capire perché una parte del suo Paese lo seguisse con crescente entusiasmo, indifferente se non addirittura attratta persino dal suo linguaggio politicamente scorretto, questo sì(..)”

LA PETIZIONE

“I sottoscritti telespettatori paganti della TV Svizzera (SSR) chiedono alla direzione della RSI di rimuovere il giornalista Andrea Vosti dall’incarico di corrispondente dagli Stati Uniti per il Telegiornale del canale LA1 e di affidare tale compito a un professionista più rispettoso del mandato di servizio pubblico che la nostra TV dovrebbe perseguire.
Ormai tutti i telespettatori hanno capito che Andrea Vosti , in ogni suo servizio, non perde occasione per mettere in cattiva luce il presidente Donald Trump, ingigantendo le sue sconfitte e minimizzando o tacendo le sue vittorie e soprattutto facendolo passare per un mentecatto. L’attuale presidente degli Stati Uniti, piaccia o non piaccia, è stato eletto democraticamente dagli americani perché prometteva di fare quelle cose che, una volta eletto, sta cercando di fare. Anche se il signor Vosti non condivide il programma di Trump non può permettersi di criticare quest’ultimo solo perché, al contrario di quanto fa la maggioranza dei politici, sta cercando di mantenere le sue promesse elettorali. A noi non interessano le opinioni personali del giornalista Andrea Vosti, nè interessano i pettegolezzi sui tacchi a spillo della moglie del presidente o sui capelli dello stesso. Quel che ci interessa è di avere un’informazione oggettiva che ci consenta una libera formazione d’opinione sull’operato del presidente, nel bene e nel male.
Perfino commentatori e giornalisti inizialmente piuttosto scettici nei confronti di Donald Trump hanno dovuto riconoscere taluni suoi innegabili successi soprattutto in campo economico e si son chiesti se i timori della vigilia nei confronti del nuovo presidente non fossero esagerati , come ad esempio Corrado Bianchi Porro ( GdP del 13 gennaio 2018), Peter Schiesser (“Azione” del 29 gennaio 2018) e Federico Rampini (“Azione” del 5 febbraio 2018). Ma per avere certe informazioni
bisogna rivolgersi ad altri organi di informazione perché Andrea Vosti, che perfino con le espressioni del suo viso trasmette la sua antipatia verso Donald Trump, e che a ogni piè sospinto dimostra la sua faziosità nei suoi commenti e nella scelta delle notizie da trasmettere al telegiornale ticinese, non è semplicemente in grado di svolgere con oggettività il suo compito di corrispondente dagli USA.
Se n’è accorta anche la brava signora De Viso, che da una quindicina d’anni cura giornalmente sul Giornale del popolo una interessante rubrica destinata ai programmi di radio e televisione. Nell’edizione dello scorso 8 febbraio ha scritto :
“Chi glielo dice al corrispondente RSI dagli USA che non può permettersi di trattare il presidente degli Stati Uniti, giorno dopo giorno, come un mentecatto ? Direttor Canetta, lo guarda mai il suo telegiornale?” .
E se n’è accorto anche il sempre arguto Paolo Camillo Minotti, che in un suo testo intitolato “L’informazione SSR-RSI : alcuni esempi di tendenziosità” pubblicato lo scorso 25 febbraio su alcuni portali di informazione (Ticinonews e Ticinolive) ha scritto :
“Pacchiana è per esempio la faziosità anti-Trump e filo-Democratica (inteso come Partito democratico USA) della “nostra” TV di cosiddetto servizio pubblico : le corrispondenze di Andrea Vosti dagli Stati Uniti sono schieratissime e scontatissime; egli ripete tutti i clichés anti-trumpiani e antirepubblicani dei Democratici USA più di sinistra, e fa da megafono a quei due o tre giornali della costa orientale degli Stati Uniti che in Europa vengono scambiati come la voce dell’opinione pubblica americana. Insomma : non se ne può più ! Questa gente crede che la cosiddetta TV di servizio pubblico li autorizzi a sottoporci a sedute di indottrinamento quotidiane! Dovrebbe capire che non interessa a nessuno il pensiero del signor Vosti di turno e che il telegiornale dovrebbe limitarsi a riportare correttamente le notizie, intervistando quando necessario terze persone ( purché non siano sempre e solo di una determinata parte) che esprimano un’opinione. Ma dell’opinione del corrispondente della RSI ne facciamo volentieri a meno, perché é pura propaganda”

Giorgio Ghiringhelli (primo firmatario)

 

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