LOSONE: Raffaello Molina, in una lettera pubblica vuole esprimere il suo sotegno al Consigliere Comunale Guidetti Orlando della Lega dei Ticinesi.

Losone: Raffaello Molina in una lettera pubblica, affida il suo sotegno al Consigliere Comunale leghista Guidetti Orlando e si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa nelle sue riflessioni.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Caro Orlando ciao,

ti scrivo per darti un segnale che non sei solo, anzi! Ti scrivo, perché a differenza di tantissimi altri favorevoli al NO che non “possono” esporsi?!? io invece lo faccio. Ti scrivo, perché trovo triste vedere il mio Cantone Ticino sottoposto ad una sorta di mancato rispetto alla democrazia e al senso della nazione!

Ricordati, le persone che si nascondono, le persone che non vogliono esporsi, hanno paura. Chi ha paura di qualcosa, è perché ha qualcosa di sporco, o non tantino chiaro, da nascondere a tutti i costi. Sono fiero di te, e sono felice per me, che a differenza di tantissimi finti “puliti”, finti “personaggi corretti” che hanno paura e si nascondono, te ti esponi e dici semplicemente la tua opinione! Il Nano e il buon caro Pantani, che se ne sono portati di segreti di terzi personaggi in tomba! ora ti guardano e sono solo che felici vedere un uomo con le palle!

Come tu e tanti altri sanno e hanno visto, durante la serata informativa ero presente come spettatore, uditore ed osservatore. Come tu non sai e nessuno sa, questa serata informativa è stata la mia prima occasione ad essere presente in qualcosa che si poteva definire “incontro politico, con funzionari politici ticinesi”, visto che, fino ad ora, sono sempre stato chiuso nel mio ufficio unicamente a lavorare come capo azienda (18 anni di attività). La mia reazione a tutto questo? Sono esterrefatto, e scioccato da quello che ho visto e sentito durante questa serata informativa, organizzata e gestita e pilotata da certe persone e politici i quali non ho voglia di dare un titolo o una mia definizione.

Elenco qui certe frasi che ho sentito e lascio commentare a ognuno:
“… il turismo nella regione Locarno-Ascona-Losone, durante la presenza dei richiedenti di asilo in caserma S. Giorgio, era migliorato …”

“… l’Ex Caserma si trova ad uno stato di conservazione che pò permettere di ospitare delle persone (infermi, bambini, donne, uomini, ecc..) per un lungo periodo …”

“… questo è un buon modo per incassare soldi e dare salute alle casse comunali ….”

Mi domando, perché nessuno del Dip. Territorio era presente (ma solo direttori di scuola e funzionari dello Stato), come autorità, poteva confermare ed ASSUMERSI LE RESPONSABILITÀ dicendo che l’edificio della Ex Caserma San Giorgio di Losone è atta, allo stato attuale, ad ospitare ogni tipo di persona. Perché nessuno scrive e si assume la responsabilità di questo? Ovviamente intendo coloro che possono dirlo e non persone fuori competenza.

Mi domando, perché oggi nel 2018, nessun politico ha concretizzato e risolto in modo professionale il tema dell’immigrazione che già da almeno 15 anni esiste sul nostro territorio? Invece di pensare ai frontalieri (tema non più di moda da un bel pezzo) era meglio trovare 1) un terreno su qui 2) costruire un centro asilanti 3) che poteva già essere costruito e pronto da un bel po’?!? 4) dando posti di lavoro FISSI e dando risposte DEIFNITIVE al problema immigrazione!?! Questa sarebbe la vera Svizzera con l’animo dell’accoglienza e l’aiuto a chi ha bisogno. La vera Svizzera è colei che si prepara per aiutare gli altri e non fare propaganda di buonismo e perbenismo falso senza essere pronti dopo 15 anni di problema conosciuto!!!
Certo parlare sui giornali di “talian frontalieri da merda” fa più lettori e voti… ma però che noia questa solita minestra dei frontalieri.

Durante la serata informativa si accennava che “magari” si costruirà un centro asilanti che “magari” sarà pronto in una certa data x, che magari servirà per risolvere il tema dell’immigrazione in Ticino. Sapete dove si parla con così tanti “magari”? In Italia! E sapete perché in Italia funziona tutto con i magari? Semplicemente perché vi è una casta di politici che traggono privatamente guadagni finanziari dalla cosa pubblica. Quindi se abbiamo sempre così tanto criticato gli italiani, ciò vuol dire che, magari sotto sotto, eravamo invidiosi di loro e volevamo solo assomigliarli (d’altronde la cultura che respiriamo in tutta Europa arriva proprio da lì e dobbiamo solo esserne fieri e difenderla e sostenerla). L’invidia è poi una reazione di questo, ovvero critica di ciò che si vorrebbe essere ma non si può. Ma durante quella serata ho visto che siamo diventati come i nostri vicini di casa. Mancava Bruno Vespa e la Rai, o ancora meglio a “Che tempo che fa” con il Signor Bertoli come ospite.

Comunque tornando a noi, secondo me sarebbe stato meglio presentare una soluzione “provvisoria” come quella dell’Ex Caserma San Giorgio ma CHIARA, solo se le autorità COMPETENTI (Dip. Territorio dov’é?) la utilizzano e l’accompagnavano con soluzione DEFINITIVA con tempi definiti, definitivi con risposte ferme e leggibili. Questo è l’esercizio che ogni capo d’azienda deve fare. Un Municipio o un Cantone, dev’essere visto ancor di più come un’azienda, soprattutto chi guida, deve avere e dare soluzioni concrete per poter trarre dei guadagni in favore degli azionisti, e in questo caso gli azionisti sono il popolo! Credo che dovremmo smettere di avere sempre l’idea, il VIZIO e la cultura (simile ai nostri vicini) che se le cose non vanno bene o se le cose non andranno come si avrebbe voluto (senza mai FARE ma solo VOLERE) c’é sempre la cassa cantonale che aiuta e che la stessa è aiutata da Berna, se ci sono buchi qua e là, intanto si continua solo a creare un Cantone pessimamente attrattivo sia economicamente, imprenditorialmente che turisticamente. Se un’azienda non incassa, o se qualcuno crea buchi strani all’azienda, questo viene punito (e io ne so qualcosa) pagando gli errori che ha fatto. Nell’amministrazione Cantonale e Comunale DEVE valere lo stesso! Chi parla di idee e decisioni deve TREMARE DI PAURA mentre le sostiene, le nomina e le elenca, perché se sbaglia deve immaginarsi che dovrà essere punito!!
Ma dubito che i nostri “capi” che abbiamo votato, hanno MAI precedentemente avuto il ruolo professionale di prendere decisioni le quali poggiano UNICAMENTE sulle loro spalle (e non quelle del popolo) e se vanno male si crolla e si chiude baracca, assumendosi le proprie responsabilità.
Basti prendere il CV di ogni nostro capo votato da noi e vedere quali decisioni imprenditoriali hanno dovuto prendere, quali ruoli professionali di grande responsabilità hanno avuto e quali responsabilità hanno dovuto sostenere e sopportare con il loro nome, faccia e spalle di fronte alle difficoltà e di fronte a difficili decisioni.

Concludo dicendo ed informando, che nel resto della Svizzera e non solo, i “capi” votati sono in gran parte veri imprenditori, capi o proprietari di multinazionali, gente di VERA responsabilità! gente che ogni giorno dell’anno e ogni notte, devono far lavorare a mille il cervello per trovare decisioni da prendere per le loro aziende, in modo che non crollino, in modo che facciano sempre ricavi e fatturato e che la concorrenza non li atterra, ecc.. GIORNO E NOTTE 365 GIORNI L’ANNO! Questo è il “capo” giusto! Colui che mette se stesso, la sua faccia e il suo NOME di fronte a tutto e tutti! Ovvio, il funzionario e altre categorie che noi ahimè conosciamo bene in Ticino non sanno neppure cosa significa questo e non capiscono, ad esempio, cosa significa godersi un sigaro, in momento di pausa, con mille responsabilità sulle proprie spalle e con la propria faccia. Altrimenti fumarsi un sigaro è solo un gioco che serve ad auto convincersi che si è qualcuno usando la faccia e il nome di altri.

Il tema dell’immigrazione è un problema, come tanti altri presenti da troppo tempo irrisolti in casa delle Orsoline, e se è un problema c’é quindi una soluzione! Quindi tutti a tavolino, lavorare, prendere e assumersi le responsabilità, trovare una soluzione concreta, definitiva e veloce, nel bene della popolazione e non, come in Italia, unicamente per le proprie o poche tasche. Se non ci sono soluzioni concrete, dopo già ben 15 anni di problema, si cambia tavolino e tutti a casa! Oltre a punire chi ha fatto cose poco chiare. Questa è la stessa “politica” usata nell’economia aziendale privata che vale e deve valere ancor di più nell’amministrazione pubblica, perché il “pubblico” siamo tutti noi, come essere azionisti di un’azienda chiamata Canton Ticino! Ricordo che l’amministratore unico di una società o di una azienda non è colui che diventa intoccabile estremo supremo superiore che se la mena e non gli si può dire nulla! Anzi, è colui che è stato assunto dagli azionisti e gli azionisti non devono MAI temere dell’amministratore. Altrimenti si chiama sottomissione o paura di esporsi.

Saluti,
Raffaello M.

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