LOSONE: Ancora ex Caserma San Giorgio, Laffranchi Flavio mette l’accento sul gravissimo problema non da sottovalutare inerente la l’inquinamento dell’aria e il materiale rischio per la salute pubblica.

Losone:  “NO all’inquinamento ambientale sfornato dall’ex Caserma !” Così sortisce Laffranchi Flavio attivo sostenitore del “NO” alla riapertura del centro richiedenti asilo presso la ex Caserma San Giorgio di Losone.

Lo stesso Laffranchi ha condotto un’attenta analisi del problema legato ai consumi di combustibile per mettere in attività la vetusta ex Caserma di Losone. Dall’elaborata calcolazione dei dati contestualizzati su prove concrete ed oggettive, emerge una situazione allarmante!

Da qui si potrebbe anche dedurre che sia Armè Suisse che il Municipio di Losone hanno gestito in malomodo e sottovalutato la gravità delle emissioni di CO2 generate da un insieme di cose tralasciate e trascurate, per interessi sempre legati al denaro generato dall’affare dei migranti o richiedenti asilo.

Perchè Armè Suisse non ha pensato di isolare in maniera idonea lo stabile? Perchè il Municipio di Losone non ha affrontato questo problema prima di imbarcarsi in un discorso di riapertura del centro richiedenti asilo?

Laffranchi non ci stà e grida il suo giusto disappunto:

NO all’inquinamento ambientale sfornato dall’ex Caserma !

Come viene comunicato dall’Ufficio federale dell’ambiente UFAM, l’inquinamento dell’aria causa in Svizzera circa 17’000 casi di bronchite acuta nei bambini, 3’000 nuovi casi di bronchite cronica negli adulti e 3’000 decessi prematuri all’anno. L‘anidride carbonica CO2 é nota come la principale responsabile dell’effetto serra e del surriscaldamento climatico. Molte malattie infettive come la malaria e l’encefalite aumentano quando le zanzare fra cui quella tigre e altri insetti che le diffondono trovano le temperature ambientali adatte alla loro prolificazione.

Il complesso dell‘ex Caserma inaugurato nel 1951 fu costruito con le tecniche e i materiali in uso allora. Per riscaldare e rifornire con acqua calda il vetusto complesso sono attualmente necessari ca. 150’000 litri di olio combustibile annui di cui ben 58’000 o il 39% vanno persi a causa del trasandato stato delle finestre e delle porte dell’intero fabbricato. Il sovraconsumo corrisponde al fabbisogno annuo di 32 case unifamiliari e produce assieme ad altri pericolosi gas nocivi quasi 155 tonnellate di CO2 equivalenti al peso di 10 Autobus articolati della FART. Un risanamento allo scopo di ridurre gli enormi sprechi energetici e le pericolose emissioni di CO2, NO2, CO e polveri sottili PM10, risapute cause di gravi e incurabili malattie, comporta come minimo la sostituzione di tutte le finestre e delle porte dell‘edificio con costi stimati di 1’600’000.- franchi. Detti interventi riducono il fabbisogno di olio combustibile a circa 92’000 litri annui ma azzerano contemporaneamente gli introiti degli affitti dell’ex Caserma di oltre due anni e mezzo.

Un NO alla riapertura dell’ex caserma significa anche un NO all’inquinamento dell’ambiente a favore della nostra e della salute dei nostri cari!

 

Flavio Laffranchi – Losone

 

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