Cantone: Annullamento dell’accordo fiscale, una possibilità di miglioramento per il settore lavoro prima ai nostri.

Cantone: L’annullamento dell’accordo fiscale risalente al 1974, risulterebbe un gesto coraggioso della politica ticinese, ma offrirebbe nel contempo l’opportunità alle persone assoggettate come i dimoranti possessori di permesso “B”, di poter inoltrare la loro dichiarazione fiscale come tutti i normali cittadini ticinesi.

Qui sorge la domanda, sul come compensare l’ammanco derivato dal gettito dell’imposta alla fonte dei frontalieri.

Ecco qui la manovra permetterebbe di risolvere almeno in parte la problematica lega alla preferenza di personale frontaliero, infatti le aziende, le imprese e i datori di lavoro saranno loro ad essere chiamati alla cassa onde risponderne del mancato introito dell’imposta alla fonte, visto che la fetta mancante dovrà essere chiaramente recuperata con una maggiore tassazione delle imprese e degli imprenditori.
Ma non tutti i mali vengono per nuocere, infatti gli imprenditori, quelli che hanno sempre fatto capo ala manodopera ticinese e residente, che hanno sempre partecipato nella creazione di un indotto per il Cantone e hanno sempre tenuto una soglia minima di dipendenti ticinesi o residenti pari al 60%, avranno diritto ad uno sconto fiscale in percentuale. Quindi chi si è da sempre adoperato per favorire i ticinesi e i residenti facendosi beffare da altri meno sensibili datori di lavoro, potranno avere la loro rivincita meritata.

Mentre quelle aziende o settori che non potranno proprio fare a meno di assumere personale frontaliero o distaccato, per farli sentire competitivi pagheranno le imposte a pieno calcolo.

Questo come detto favorirebbe l’assunzione di personale ticinese e residente piuttosto che frontaliero, quindi sarebbe un primo passo significativo verso “Prima i Nostri”.

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter