Una Lega delusa ma più che altro deludente

Dopo la domenica delle urne ora è tempo di leccarsi le ferite.

Giuliano Bignasca aveva un’altra idea di Lega dei Ticinesi, al di là dei suoi errori, Bignasca aveva inteso la Lega come un movimento politico dedito ai problemi dei ticinesi, un movimento della gente per la gente tra la gente comune.

La scomparsa del leader e icona del movimento ha segnato il suo inesorabile declino. I suoi successori si sono dimostrati incapaci di mantenere e portare avanti quell’idea, quello spirito che contraddistingueva la Lega dei Ticinesi di Giuliano Bignasca.

Il Fratello Attilio e Antonella sua figlia ed il figlio di Giugliano Bignasca, Boris Bignasca, non hanno saputo comprendere il vero valore e l’importanza dell’eredità politica lasciatagli dal “Nano”.

Così il movimento dei ticinesi ha cominciato a sgretolarsi, le scelte sbagliate poggiate su “colonnelli”, così definiti in casa leghista, poco interessati ad impegnarsi e occuparsi dei veri problemi che affliggono i ticinesi, soprattutto quelli delle classi medio basse, hanno dato il primo colpo ad una base che era prima solida. In seguito, come si può constatare il disastro si svolge nell’arena del Gran Consiglio e Consiglio di Stato, dove i deputati leghisti non hanno più l’animo combattivo e barricadero, ma si sono adeguati a quella linea pseudo borghese del “io sono io e voi non siete un cazzo”,  mentre i due Consiglieri di Stato tra alleanze sconsiderate e ombre, barcollano ma non mollano. Uno di loro ha definito il suo dipartimento “Free Frontaliers”, ma ha dimenticato di dire che il suo dipartimento è comunque “preferable personnel with dual nationality”.

Mentre l’altro non dimostra quel pugno duro che dovrebbe contraddistinguere un ex uomo di legge, infatti il suo dipartimento stranamente non si erge nella complicata vicenda legata agli abusi causati dalla ditta Silo & Beton Melezza di Losone, dove uno dei proprietari è Daniele Pinoja esponente UDC e Gran Consigliere.

Lega dei Ticinesi & UDC, un’alleanza che non è piaciuta al popolo leghista anzi è servita solo a salvare Norman Gobbi alle elezioni cantonali, si perché si dice che il ministo del Dipartiento delle Istituzioni nel petto abbia un cuore al 90% UDC.

Veri leghisti, quelli con l’animo devoto al compianto “Nano”, sono rimasti in pochi e quei pochi sono stati snobbati dai vertici del movimento.

Ecco dove bisogna ricercare i motivi di una disfatta del feudo leghista, la Lega dei Ticinesi non può più aiutare nessuno il loro sguardo ormai si è rivolto altrove.

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