Bisogna essere dei veri guerrieri contro il COVID-19

di Roberta Schaller

La pandemia, la crisi da corona virus (covid-19) non è ancora finita, ma è il caso comunque che anche come semplici cittadini prendersi una pausa da tutte le notizie di stampo apocalittico per ringraziare tutte le persone che si stanno prodigando per il prossimo, nella sanità (farmacie comprese), ma anche nei servizi, penso ai trasporti, trasporti di merci e nella distribuzione alimentare.
Andare a fare la spesa al momento è diventato il clou dell’esistenza di molti, e non c’è personale nei vari negozi di alimentari, che non ti accolga con un sorriso, quasi a darti il benvenuto in queste oasi, zone franche dove ancora è possibile avere un minimo di contatto sociale, anche se con le
dovute precauzioni. Volevo anche ringraziare le autorità, a tutti i livelli, e i militari, perché senza grandi sensazionalismi, hanno continuato a lavorare per noi e a trovare soluzioni per attraversare questo momento nel migliore dei modi.
Poi le cose, le decisioni, le soluzioni non sono sempre perfette, ma in questa situazione nuova per tutti nessuno è professore.
La Svizzera sta comunque, malgrado la situazione drammatica, soprattutto in certe regioni, dando messaggi di fiducia , di speranza e di protezione alla popolazione.
E questo a mio parere è ancora più difficile, e dignitoso, che fare sensazionalismo e buttare sulla popolazione scenari di morte e distruzione.
Gli aiuti psicologici, di volontariato e si anche economici hanno già preso il via, quindi non solo parole al vento, ma azione e presa a carico il più possibile da parte delle istituzioni di un grosso carico di responsabilità.
È come il genitore, che malgrado le avversità, la sera torna a casa e porta comunque un sorriso ai figli e li rincuora che prima o poi le cose miglioreranno e le difficoltà finiranno.
Questo è anche amore per il prossimo , solidarietà sociale, una concordanza di idee e azioni, e la volontà di volerle sostenere assieme.
Come diceva Toro Seduto, il capo dei Sioux: “ Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi è chi sacrifica sè stesso per il bene degli altri. È suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a sè stesso e soprattutto dei bambini, il
futuro dell’umanità.”
Grazie a tutti, ad ogni singola persona, cittadino, che rispettando le regole dettate dalla situazione, ed esprimendo la propria solidarietà tramite il proprio lavoro, il proprio comportamento, il proprio tempo o il proprio talento, ha apportato il proprio aiuto e combatte in questo momento di crisi.