COVID-19 in Gran Consiglio nessuna quarantena generalizzata

di Orlando Guidetti

Bellinzona: Con una comunicazione scritta via email, la Segreteria del Gran Consiglio, per tramite del Presidente Daniele Caverzasio, avvisa i deputati che uno di loro, partecipante alla seduta pleniaria di Gran Consiglio svoltasi lunedi 19 ottobre 2020, è risultato positivo al COVID-19.

<< Saranno monitorati unicamente i deputati che si sono intrattenuti a pranzo con il delegato risultato positivo al COVID-19 >>.

Malgrado le restrizioni emanate dal Governo, il medico cantonale Giorgio Merlani, subito interpellato, non ha ritenuto vi sia un pericolo di contagio per gli altri deputati presenti nella sala del Gran Consiglio. Secondo Merlani, il deputato affetto dal virus avrebbe rispettato le norme di sicurezza adottate in occasione della seduta pleniaria. Tuttavia risulta diversa la procedura per i deputati che si sarebbero intrattenuti a pranzo con il politico positivo al COVID-19, i quali sono stati immediatamente contattati, e imposto loro l’obbligo di quarantena.

La stranezza é legata a un così blando provvedimento, per il rischio di contagio. Ricordiamo che per la prima seduta di Gran Consiglio, dopo il primo picco pandemico, la sala è stata dotata di separazioni in plexiglas e obbligo della mascherina, ma questo non può escludere un contatto con la persona, poi risultata positiva al COVID-19. Basterebbe il tempo di una pausa in caffetteria.

A questo punto sorge il dubbio sull’equità di trattamento a riguardo della prevenzione sulla diffusione del virus, visto che in un ambiente come quello granconsiliare il rischio di contagio è più elevato, a causa dello spazio limitato, che nella realtà esterna quotidiana di un cittadino, che per esempio, si reca in un negozio a fare la spesa.

Quale criterio viene applicato, dalle autorità, per una così sostanziale disparità di trattamento.

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